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Cultura in Sardegna

L’ambiente sardo, così caratterizzato dalle bellezze naturali del mare, delle coste, dell’interno montuoso e aspro, è inscindibile dalle testimonianze che gli uomini che lo hanno abitato per secoli vi hanno lasciato e l’archeologia rimane una delle esperienze più affascinanti anche per i profani. L’isola ospita una grande quantità di testimonianze dell’esistenza di una civiltà originale quale quella nuragica, che con le sue misteriose costruzioni, i nuraghi appunto, ha alimentato il mito di un popolo guerriero e dedito a suggestivi riti religiosi. Ma il fascino esercitato sugli studiosi dalle complesse strutture di siti archeologici quale quello della “reggia” di Barumini ha alimentato ipotesi ancora più ardite, tanto da identificare in quelle pietre così sapientemente predisposte le tracce dell’altrettanto mitica Atlantide

Case delle fate

Legato a particolari costruzioni primitive è anche il culto dei morti, che ha trovato nei dolmen , nelle tombe dei giganti e nelle “domus de janas” (le case delle fate) la sua espressione insieme più semplice e visionaria, ricostruendo attorno al defunto un ambiente famigliare, una casa accogliente, all’interno della quale il passaggio dalla morte a nuova vita non fosse traumatico, ma seguisse il ciclo naturale della rigenerazione.

Pozzi sacri

Così tante sono infine le suggestioni suscitate da questi simbolismi arcaici e profani che ancor oggi è difficile resistere all’attrazione dei pozzi sacri, dove per secoli si è praticato il culto delle acque. E allora il visitatore può trovarsi a vivere esperienze new age nel pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilàtino, dove dall’elemento primario si evocano energie positive e dove ogni anno si assiste all’incanto della “luna nel pozzo”. L’avvicendarsi delle popolazioni fenicio-puniche a quelle nuragiche ha spesso contribuito a conservare e valorizzare le tracce del passaggio degli uni e degli altri. Così l’insediamento di Monte Sirai reca evidenti i segni delle civiltà che lo hanno scelto strategicamente come centro delle loro attività e della loro vita quotidiana, anche se sono i fenici che qui come altrove erigono quei tristi e caratteristici monumenti, i tophet, dedicati ai bambini prematuramente scomparsi. La stratificazione delle strutture insediative prosegue anche con la conquista romana e bizantina ed è dunque una caratteristica anche di Nora e di Tharros, splendide città costiere che ancor oggi esercitano un fascino struggente con le immagini delle loro rovine che si riflettono nel mare cristallino.

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