Nora - parte II
Le varie fasi storiche che la città ha vissuto sono ampiamente riconoscibili nella struttura stessa del sito archeologico, il cui nucleo centrale è costituito da complessi abitativi stratificati, costruiti cioè in epoche successive sfruttando le strutture preesistenti. Così l’antico quartiere punico, in cui l’assenza di un preciso impianto urbanistico richiama le “casbah” nordafricane, fu la base su cui edificarono i romani, contribuendo peraltro a tramandare importanti vestigia della civiltà dei loro predecessori, quali la necropoli e i templi di Eshmum e di Tanit.
Ma la maggior parte delle strutture oggi visibili risalgono al II-III sec. d.C. e dunque al periodo della dominazione romana. I ruderi più rilevanti sono i resti del Foro, pavimentato in andesite, e dei vari impianti termali (Terme di Levante, Terme Centrali, Piccole Terme, Terme a mare), la terrazza del tempio di Esculapio, del IV sec. d.C., la “Casa dell’atrio tetrastilo”, una villa patrizia con l’atrio incorniciato da 4 colonne bianche. A caratterizzare in maniera originale tutta l’area sono gli splendidi mosaici che decorano i principali edifici e che sembrano ispirarsi a modelli africani con l’uso
quasi esclusivo dei colori bianco, nero e ocra.
Il simbolo stesso di Nora è però il teatro romano.
Di forma semicircolare e affacciato sul mare, il teatro ha il fronte
dell’orchestra articolato in nicchie, mentre fra il palcoscenico e
la cavea sono collocate delle grandi giare che probabilmente fungevano
da amplificatori delle voci. Una sapiente strategia artistico-culturale
fa sì che qui ogni estate si tenga l’importante festival “La
notte dei poeti”. E’ evidente che la cornice entro cui si svolge la rassegna è unica
e affascinante: la voce degli attori e dei cantanti si fonde con lo
sciabordio della risacca e il canto dei grilli e dei gabbiani, mentre
il chiarore della luna fa da fondale naturale, rendendo lo spettacolo
un’esperienza indimenticabile.
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